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PRATO ORNAMENTALE

I lavori del mese: il prato a Novembre

3 Nov , 2017  

E’ abitudine, con l’arrivo del freddo, considerare il prato già in una sorta di letargo invernale, in un lungo riposo sotto la nebbia e la neve, in un sonno primordiale. In realtà sappiamo bene che queste sono sensazioni nostre e che il lungo riposo è quello che ci auguriamo dai lavori del giardino, finalmente! Ebbene, a Novembre sono molte in realtà le iniziative che possiamo adottare per migliorare lo stato del nostro prato di microterme, anche in prevenzione ai mesi realmente freddi, ovvero i primi dell’anno. L’Autunno permette temperature medie non trascurabili, di conseguenza l’attività metabolica della piantina richiede ancora cure manutentive e di rinforzo per affrontare l’inverno con buone dotazioni di riserve costitutive.

Sono le temperature minime che dettano il limite della condizione vegetativa: quando scendono sotto i 6 – 8 gradi °C esse determinano l’inizio del riposo invernale e le temperature massime non permettono più il vigore della crescita ma solo quello della respirazione basale per il mantenimento della pianta in vita. Qui la pianta si ferma, sino a quando il volano termico del suolo riattiverà la divisione cellulare e la ricostruzione di sostanza organica. Prepariamo quindi la pianta al riposo con alcune attenzioni particolari.

COME EFFETTUARE IL TAGLIO

Deve essere continuativo, in funzione della crescita e quindi delle temperature medie ambientali: solitamente a Novembre un taglio a settimana con raccolta dei residui è ancora auspicabile per assecondare il graduale atteggiamento riduttivo.

COME EFFETTUALE LA CONCIMAZIONE

Cerchiamo un titolo ad alta carica di P (fosforo) per dare sostegno alle cellule radicali e con N (Azoto) a lenta cessione per assecondare una richiesta moderata di nutrienti, utili soprattutto alla respirazione cellulare che ovviamente non si ferma mai. I trattamenti liquidi o granulari a base di microelementi,  Ferro, Zolfo e Magnesio in particolare, sono a prevenire quegli ingiallimenti che imputiamo solitamente al freddo, e che in realtà sopperiscono a carenze che restano latenti per tutto l’anno, nascoste dalla ripresa vegetativa.

QUALI CURE PARTICOLARI APPORTARE

L’elevata umidità notturna, sia in copertura di cielo che nelle mattine terse, aiuta il movimento di spore e parassiti tra le foglie d’erba, che un taglio più rado non dirada e che facilita l’insorgenza di patogeni quali ruggine, specie a bassi livelli di N e su terreni pesanti. Qui è importante ridurre il feltro presente e asportare i residui d’erba, irrigare per rimuovere le tele di umidità e fare ciò che serve a dare aria al prato, anche semplicemente rimuovendo foglie cadute.

Iprodione e Clortalonil sono alla base dei fungicidi più attivi nella prevenzione e controllo delle malattie fungine di questo periodo.

Residui di gramigna? Questo è il momento di rimuoverli con arieggiatura manuale o meccanizzata, sapendo che ogni stolone di meno dimezza l’invasione ci aspetta nella stagione successiva.

Le trasemine ormai non hanno più grandi effetti positivi, ma ciò dipende sempre dalle temperature minime notturne: infatti nelle regioni del Sud Italia possiamo ancora raggiungere una buona germinazione e se vogliamo avere qualche risultato in più applichiamo la procedura di Top Dressing, ovvero la distribuzione in copertura di uno strato leggero -1-3 mm.- ed uniforme di buon Mix (90% sabbia silicea lavata 0-2 e terriccio/torba bruna).

L’impianto idrico si prepara alla inattività, o almeno è ciò che siamo abituati a credere. Gli inverni secchi e non più glaciali sono invece adatti ad occasionali irrigazioni, e il prato risponderà con una ripresa di colore.

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Fabrizio Salto By


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