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ORTO IN TERRAZZO, ORTO URBANO

Il compattamento del terreno. Come mantenere una buona areazione

12 Set , 2018  

Il suolo è un organismo vivente. Potrà sembrare strano, ma è proprio così! Il terreno è infatti un ambiente dove convivono centinaia e centinaia di diverse specie. Oltre alle nostre piante, in piena terra o in un contenitore sul terrazzo o sul balcone, possiamo trovare batteri, protozoi, alghe, funghi, vertebrati e invertebrati: innumerevoli nicchie ecologiche delle quali non si sospetta neppure l’esistenza.

Il terreno respira?
Non a caso, per valutare la vitalità di un terreno si ricorre – in casi molto specifici – alla misura della quantità di ossigeno che il suolo, nel suo complesso, è in grado di “respirare”. L’aria, quindi, riveste un ruolo primario e, proprio per questo, si parla specificatamente di “aria tellurica”. Questa deve poter circolare liberamente all’interno del profilo esplorato dalle radici e, soprattutto, deve poter dialogare con l’atmosfera. È fondamentale che vi sia un corretto e adeguato rifornimento di ossigeno sia per soddisfare le esigenze degli organismi animali che popolano il suolo, sia per favorire l’approfondimento radicale (ricordiamoci che le radici non producono ossigeno). Non solo: l’attività metabolica al di sotto della superficie è tanto intensa quanto nascosta e vengono prodotte abbondanti sostanze di scarto. Queste, se si accumulano oltre una certa concentrazione, possono provocare danni ingenti all’ecosistema suolo.

Mantenere una buona areazione del suolo è importante
Per raggiungere l’obiettivo dobbiamo in primo luogo capire con che tipo di terreno abbiamo a che fare in modo da poterlo correggere in caso di eccessiva pesantezza: i terreni argillosi e limosi, infatti, sono più inclini a formare una crosta superficiale che ostacola lo scambio dei gas all’interfaccia suolo/atmosfera. Li riconosciamo facilmente perché, se prendiamo un campione umido tra le dita, questo risulta pastoso e, tanto maggiore è la componente limosa, tanto maggiore sarà la sensazione “saponosa” che lascerà il campione sulle nostre mani. Nel caso in cui il terreno a nostra disposizione avesse queste caratteristiche sarà necessario intervenire con l’incorporazione di abbondante sostanza organica ossia letame, se disponibile, oppure compost di buona qualità. La sostanza organica, per proprie caratteristiche chimico-fisiche, ha la capacità di lavorare alla stregua di un collante naturale e di riunire le particelle più fini, riducendo la loro propensione a collassare e a ridurre conseguentemente la permeabilità del terreno.

I terreni più delicati dovranno poi essere lavorati con un’attenzione in più, evitando di compattare (a piedi o con eventuali mezzi meccanici) tutta la superficie dell’appezzamento: meglio ridurre i passaggi e utilizzare sempre gli stessi percorsi virtuali in modo da sacrificare parte della superficie, salvaguardando al meglio la restante.

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Luca Masotto By


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