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ORTO IN TERRAZZO, ORTO URBANO

La coltivazione della zucca biologica

21 Nov , 2018  

È proprio il suo periodo! A novembre tutti parlano della zucca, vuoi per il risotto, vuoi per la sempre più diffusa usanza di festeggiare Halloween intagliando il gustoso ortaggio nelle forme più spaventose possibili.

In realtà la zucca è sempre esistita nei nostri orti, sebbene spesso relegata a quelli di maggiori dimensioni, quindi spesso fuori città se non addirittura in aperta campagna. Si tratta infatti di una pianta della medesima famiglia delle zucchine – le Cucurbitaceae– che, tuttavia, richiede moltissimo spazio per poter crescere e svilupparsi appieno. È proprio questo il motivo per il quale non è molto presente nei piccoli orti familiari. Eppure, la zucca si presta anche ai piccoli spazi se opportunamente allevata: non è infrequente, infatti, vederla coltivata in verticale, utilizzando appositi e robusti sostegni, in modo da sfruttare al meglio ogni centimetro disponibile. Non solo, la zucca può essere protagonista di insoliti pergolati a tema ortivo. Importante è sostenere anche i frutti che, una volta ingrossati, raggiungono pesi e dimensioni considerevoli.

Uno dei grandi vantaggi della zucca, oltre alla sua versatilità in cucina, è la capacità di conservarsi in buone condizioni organolettiche per l’intera stagione invernale a patto che la temperatura non sia troppo elevata (l’ideale sarebbe circa 5°C) e l’ambiente sia asciutto e ben areato. Il rovescio della medaglia è costituito dal fiore: commestibile certamente, ma molto meno prelibato di quello della cugina zucchina.

Se i giorni di gloria della zucca sono quelli autunnali, però, il momento nel quale dobbiamo iniziare la coltivazione è la fine dell’inverno. La semina, meglio in semenzaio, può iniziare verso il mese di marzo per poi procedere al trapianto nel corso dei mesi di aprile e maggio. Le piante possono essere poste nella loro dimora definitiva su una singola fila oppure destinando all’ortaggio un’intera aiuola. In ogni caso la distanza tra una pianta e l’altra non deve essere inferiore a 1,5 metri. A maggio, quando la temperatura del terreno inizierà a crescere, spunteranno le prime infestanti che dovranno essere controllate tramite una pacciamatura naturale o una leggera zappettatura. Una particolare attenzione dovrà essere riservata alle radici aeree che la pianta emette a partire dal fusto strisciante: meglio non eliminarle con le lavorazioni in quanto funzionali dal punto di vista fisiologico.

Per quanto riguarda le avversità, la principale malattia è costituita dall’oidio che, tuttavia, solo in casi sporadici può rappresentare un pericolo per la produzione. Gli afidi possono essere un problema ma si contengono con macerati a base di aglio.

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Luca Masotto By



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